Stella Stellina: la ninna nanna di Ermal Meta che apre gli occhi sul mondo


Ermal Meta
con Stella Stellina non ha portato una canzone qualsiasi a Sanremo: ha portato un pezzo di cuore, di storia e di coscienza.

Appena l’ho ascoltata, l’ho sentita dentro. Non è una ninna nanna dolce e innocua: è una filastrocca che si trasforma in un richiamo a chi ha visto l’innocenza spezzata.

“La protagonista di Stella stellina è una bambina senza nome, ma forse ha tutti i nomi. Aisha, Amal, Layla, Nour, Hind, che importa, forse niente, forse tutto. Figlie di nessuno, figlie di tutti”

Per me questo ha fatto cucire i nomi di bambini  palestinesi sui suoi abiti, scritti di suo pugno. Ogni sera un nome diverso.
Una scelta simbolica, molto toccante.

Ogni nome rappresenta il simbolo di tutte le vite innocenti spezzate che non possiamo ignorare. È tutte le bambine e i bambini feriti dalla guerra e dalla crudeltà del mondo, e quel gesto semplice ma potente della camicia la rende ancora più vicina.

La melodia ti avvolge delicata, ma non ti lascia distratta. Mentre l’ascolti, senti subito che c’è qualcosa di più profondo: una luce fragile che cerca di restare, una speranza che si aggrappa a un filo sottile. È come se la canzone dicesse: “Guarda chi è lì, con gli occhi pieni di paura e di attesa, non voltare lo sguardo.”

Non è una canzone che consola con parole facili: ti fa sentire la dolcezza e la ferita insieme. Io, mentre la ascoltavo, mi sono ritrovata a immaginare Amal con i suoi sogni spezzati, le sue paure, la sua innocenza che non è più solo innocenza: è responsabilità, memoria, un invito a non essere indifferenti.

La voce di Ermal qui non cerca applausi o spettacolo. Canta con delicatezza e forza insieme, come se stesse parlando direttamente al cuore di chi ascolta, ricordandoci che la fragilità va guardata e custodita.

Gli arrangiamenti e la tensione della melodia ti fanno sentire dentro la storia. Ti fanno capire che la fragilità non è debolezza, ma richiesta di presenza, di attenzione e di cura.

Stella Stellina non è una canzone che ti accompagna dolcemente alla notte. È una canzone che ti apre il cuore, ti accende gli occhi e ti chiede di restare sveglia davanti a ciò che conta davvero.

Io l’ho sentita così, dal primo ascolto: potente, vera, indimenticabile,  e con quel lume sul colletto per Amal, che sembra illuminare tutto ciò che il mondo spesso ignora.

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